Orari:

Lunedi

Sportello casa 18/20

Mercoledi

Apertura 18/23

Giovedi

Apertura 18/23

Aperitivo + djset

Venerdi

Apertura 18/23

Sabato

Apertura 18/23

Domenica

Apertura 18/23

Da questa sezione in poi potrete vedere gli eventi tenutesi a Barrio. Se servono informazioni o volete documentari, libri già presentati contattateci senza problemi!!!


Una serata con Roberto Villa e Manuel di Radio Onda d’urto per ricostruire l’esperienza delle radio libere nella nostra provincia. La ricerca condotta da Roberto Villa e edita da Ombre Corte ci ricostruisce la ricchezza delle emittenti bergamasche, situandola nel contesto culturale e politico degli anni Settanta. Una sinistra extraparlamentare con una straordinaria capacità di sperimentare linguaggi nuovi, stimolata da forti istanze di emancipazione collettiva e individuale. Una serata per mettere generazioni di militanti a confronto, per capire cosa si può trarre di utile da quelle esperienze, non per celebrare il passato ma per capire criticamente quali siano gli spazi comuni per costruire progetti futuri.

 

All’interno della grande abbuffata di Expo, vengono chiamate a svolgere il loro ruolo di rappresentanza della ‘società civile’ diverse organizzazioni e associazioni del terzo settore, riunite sotto la Fondazione Triulza, a cui è stata affidata la gestione di un padiglione.

Relegati ai margini del grande macchinario Expo, che si è palesato in questi anni unicamente come strumento di predazione di beni comuni e occasione di speculazione per pochi, ecco comparire anche i ‘non ascoltati’, gli ‘invisibili’, una società civile a cui nessuno, però, ha chiesto alcun parere nel momento in cui il dispositivo Expo iniziava a fagocitare risorse collettive, ambientali e umane.

Anche Arci parteciperà, all’interno della Fondazione Triulza, alla costruzione di questa facciata sociale di Expo, in un palese e maldestro tentativo di “socialwashing” che miri a far dimenticare gli scandali e la corruzione su cui questo grande evento si basa. La partecipazione diretta di una ‘società civile’ è infatti utile per intercettare una determinata fascia della popolazione, su cui difficilmente un tale evento potrebbe esercitare qualche fascino: a dimostrazione di ciò, Arci e le altre sigle della Fondazione potranno vendere biglietti per Expo a prezzo ridotto.

C’è chi potrebbe dire che la mossa di Arci sia coraggiosa, in quanto tentativo di portare con sè all’interno di Expo una serie di istanze e sensibilità differenti rispetto al mainstream globale dell’evento. La verità è che in questo momento i ‘coraggiosi’ non servono e la partita è ormai fallita, perché costruita su fondamenta marce.

C’è piuttosto bisogno, ora più che mai, di coerenza e prese di posizioni forti e chiare. Stare dentro Expo significa inequivocabilmente giustificarlo, legittimando così un apparato che palesemente va contro le istanze proprie di Arci; tutto ciò rappresenta una contraddizione insuperabile.

Come si fa a parlare di consumo consapevole all’interno di una kermesse che vede tra i principali sponsor ufficiali Coca Cola e McDonalds? Come si fa a parlare di protagonismo giovanile, quando i/le giovani in Expo rappresentano unicamente soggetti da sfruttare? Come si fa a ‘dar voce a chi non ha voce’, come si legge nel comunicato di Arci, se ad ogni manifestazione di dissenso l’unica risposta che viene data sono i manganelli e la censura?

Come circoli Arci, ci dissociamo dalla decisione di aderire ad Expo e invitiamo anche gli altri circoli a firmare questo appello.

 

Circolo Arci Barrio Campagnola (Bergamo)

Circolo Arci Metavisioni

Una serata di approfondimento su antifascismo e memoria con Elisabetta Ruffini dell’ISREC di Bergamo
Il nome di Antonio Locatelli è familiare a tutti i bergamaschi poiché tutti si sono almeno una volta in un luogo della città a lui dedicato. Ma chi è stato realmente Antonio Locatelli?
Nato nel 1895, partecipa alla Prima guerra mondiale nel battaglione aviatori, scelto come pilota, dimostra doti per l’aviazione da ricognizione. Insieme a D’Annunzio è tra i protagonisti del volo su Vienna; in una missione di ricognizione cade a Fiume; è creduto morto. Fatto prigioniero dai nemici (settembre 1918), riesci a scappare e raggiunge le linee amiche quando arriva l’annuncio della vittoria.
Alla fine della guerra è decorato Medaglia d’Oro (la prima delle tre che riceverà nella sua carriera), ma condivide con il suo comandante D’Annunzio l’insoddisfazione per l’esito della guerra: non sarà a Fiume con D’Annunzio perché in missione per conto dell’esercito in Argentina, ma al ritorno (nov. 1919) vi si recherà più volte e sarà al suo fianco durante i giorni finali dell’occupazione della città. Continua a leggere »»

L’emergenza casa è un dramma che riguarda oggigiorno l’ambito nazionale quanto quello locale. Nella ricca Bergamo, come nel resto d’Italia, il numero di provvedimenti di sfratto come quelli di pignoramento è in continuo aumento e da parte di chi governa non sembra esserci nessun serio provvedimento a riguardo se non false promesse, repressione e bieca propaganda.Evidentemente il problema della casa non è il solo a negare sonni tranquilli a chi lo vive. Insieme a questo ci si scontra col problema della mancanza di lavoro e dello sfruttamento, con lo smantellamento quotidiano del welfare e dei diritti, con misure securitarie e politiche discriminanti indirizzate ai migranti, con lo stupro dell’ambiente e l’insostenibilità di un modello produttivo indirizzato solo al guadagno. Continua a leggere »»

I periti incaricati hanno confermato la presenza di scorie nel cantiere. Tra gli indagati spicca il nome di Pierluca Locatelli, balzato alle cronache perchè accusato di aver utilizzato rifiuti e materiali tossici come riempitivo in un tratto del cantiere della Brebemi e per l’indagine riguardante la discarica di amianto di Cappella Cantone.
Sono passati ormai quasi dieci anni da quando l’allora sindaco Veneziani firmò la convenzione per la realizzazione del parcheggio sotto l’ex parco faunistico in Città Alta e, da allora, i problemi si sono susseguiti uno dopo l’altro. Una questione talmente imbarazzante che ogni amministazione tenta di scaricarne la responsabilità politica.
Dopo la devastazione dell’area naturale situata sotto la Rocca, i lavori si interruppero il 30 dicembre del 2008 a causa di una frana che interessò il cantiere del futuro parcheggio. Una frana evitabile, come affermato dal geologo del C.N.R. Sergio Chiesa: «Se ci avessero consultato prima, si sarebbero evitati gli errori nelle fondazioni del nuovo ospedale e il crollo durante gli scavi per il parcheggio sotto la Rocca». Continua a leggere »»

Torna il mercatino, un momento di socialità e condivisione, vestiti usati, oggetti, autoproduzioni, tutto potrà essere venduto o scambiato.

Che ruolo ha assunto l’università?
Perchè iscriversi a un corso di laurea?
Che funzione hanno i crediti formativi?
Perche è stata introdotta la formula dei 3+2?
Che funzione hanno i tirocini?
Cercheremo di capire meglio quali prospettive è in grado di aprire l’università ai suoi studenti, mettendo a fuoco quanto le imprese e le loro esigenze siano state in grado di piegare la formazione universitaria  e la ricerca in funzione delle esigenze di un mercato del lavoro sempre più flessibile.
Ne parleremo insieme a:
GIULIO PALERMO
ricercatore dell’università di Brescia,
autore di
“ Baroni e portaborse, i rapporti di potere nell’università

La demolizione di una vecchia fabbrica alla periferia di Bergamo riporta alla luce la storia di una vittoria operaia. Nel 1974, in piena crisi economica, alla Filati Lastex viene licenziata la metà dei dipendenti.

La fabbrica viene occupata e, dopo mesi di lotta, gli operai dimostrano che la crisi è solo un pretesto per chiudere e portare la produzione in Malesia, dove il lavoro costa meno.

Gli enti locali acquistano la fabbrica, per proteggere il posto di lavoro dei 300 dipendenti e riavviare la produzione.

Oggi, a fabbrica demolita, questa storia viene raccontata dai ricordi dei protagonisti della lotta, dalle fotografie e dalle voci degli stessi occupanti registrate durante la vertenza.

La Filati Lastex è stata un simbolo delle lotte per il lavoro nella Bergamo del 1974, per il consenso costruito attorno alla vertenza e perché, dopo quasi otto mesi di occupazione, gli operai hanno vinto.

Bergamo, oggi irriconoscibile, torna ad essere una città di fabbriche e di operai.

Anche a Febbraio torna il mercatino a Barrio un’ iniziativa di socialità e condivisione in una veste sempre meticcia.questo mese il mercatino sarà anche l’occasione per festeggiare un anno dall’apertura di Barrio!!!!!!
Il mercatino è pensato come momento di incontro e di contaminazione,
il mercatino aspira a diventare un’occasione di scambio
culturale e sociale, un occasione per rendere Barrio
un crocevia, una piazza, un intreccio continuo di mondi
e di persone che lo attraversano.

Si prosegue la serata con un ricco aperitivo accompagnato da dj Nella ai fornelli e dj Rembambeat! VI ASPETTIAMO PER FESTEGGIARE INSIEME A NOI! NON POTETE MANCARE!