Orari:

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Apertura 18/23

Giovedi

Sportello casa 16/18

Apertura 18/23

Aperitivo + djset

Venerdi

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Sabato

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Domenica

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Pubblichiamo l’audio dell’incontro con Luca Rastello dell’11 marzo scorso al Barrio Campagnola di Bergamo.

Luca ci ha lasciato ieri, 6 luglio, pochi giorni prima di compiere 54 anni. Sapevamo della malattia che non gli avrebbe lasciato scampo, ne parlava discretamente e senza enfasi, forse a significare che non era quella il suo vero nemico. Mentre presentava la genesi e le vicende legate al suo ultimo romanzo, I Buoni – libro che svela i meccanismi dell’ideologia del “terzo settore”, e che gli valse attacchi feroci e isterici da sacerdoti della legalità come Nando Dalla Chiesa e Giancarlo Caselli – era facile intuire che la rabbia dell’uomo era capace di trasformarsi nella lucida denuncia dello scrittore: Rastello in questi brani racconta la sua scrittura, la necessità di affidarsi al romanzo per smontare i dispositivi linguistici del potere, partendo da una feroce critica a sé stessi, e denunciando il grande imbroglio: il sacrificio delle tutele del lavoro e dei diritti delle persone sull’altare di un “fine più alto” che ammanta di poderosi valori quello che in fine è un settore cruciale del capitalismo avanzato.

Che Luca Rastello non ci sia più è una perdita enorme, c’è chi ha scritto che ci vorrà del tempo per capire l’importanza del suo lavoro. Farlo conoscere è doveroso.

Ciao Luca!

 

Leggete Luca Rastello ora che non potete più conoscerlo

http://www.minimaetmoralia.it/wp/leggete-luca-rastello/

Il duellante. Per Luca Rastello

http://suduepiedi.net/2015/07/il-duellante-per-luca-rastello/

Luca Rastello era il migliore

http://www.minimaetmoralia.it/wp/luca-rastello-era-il-migliore/

 

 

Parte 1 (6:52)

I Buoni descrive le vite delle persone per mettere in luce gli aspetti più nascosti del mondo dell’azione solidale organizzata – Il sociale e le sue responsabilità nell’aver fatto da testa d’ariete per le peggiori riforme del welfare e del lavoro – Fare al posto del pubblico, tentando di fare meglio, finendo per fare peggio – Il terzo settore: un settore del tardocapitalismo avanzato che ha trovato l’ideologia giusta per sottrarsi a ogni critica – Cosa si mette in moto da riuscire a instillare questa ideologia nel corpo vivo di ogni singola realtà di questo mondo? – Perché qualcosa che nasce come critica del liberismo finisce per diventarne complice? – Il meccanismo: la politica non si occupa del sociale, affidandone la gestione all’azione solidale organizzata che finisce per produrre un modello che si è invertito: il professionista della moralità e della socialità diventa il modello per la deregolamentazione delle tutele del lavoro – Ciò avviene attraverso il linguaggio, è il linguaggio del potere che si insinua attraverso il linguaggio del contropotere – Solo un romanzo può raccontare come il contropotere diventa complice, spia e laboratorio avanzato del potere.

 

Parte 2 (7:20)

La posizione in cui si trova colui che decide di intraprendere la descrizione di questa realtà. L’etica della scrittura – Noi stessi scrittori ci poniamo come guardiani indignati del degrado e dello schifo del mondo, ma una scrittura narrativa onesta (ed efficace) funziona se parti da te e dalla merda che hai dentro, è così che riesci a descrivere il potere – L’origine “vera” del libro: le fogne di Bucarest – Tre linguaggi della violenza: uno spezzato della violenza estrema, che singhiozza la descrizione di ciò che si vive (Bucarest). Il linguaggio della retorica del potere della relazione di aiuto, eufemismi e ipocrisie (I Piedi). La terza è un violenza allucinata, che vorrebbe essere profetica e finisce per essere sterminatrice (spoiler) – Va riconosciuto che nella relazione di aiuto si maneggia enorme potere – Il personaggio più putrido del libro è Andrea, che sono i miei lati oscuri – Rastello coperto di insulti da Caselli e Dalla Chiesa per un libro che che non esiste, o che non si è letto.

 

Parte 3 (38:28)

Il lavoro ombra per affermarsi ha bisogno di essere reso tollerabile, per farlo necessita di un sovrappiù di narrazione – La violenza espressiva del linguaggio dei buoni – Il linguaggio come appartenenza a una comunità, l’esclusione di chi non aderisce a quel linguaggio – Luca Rastello racconta le reazioni alle presentazioni del libro: la difficoltà a trovare parole per raccontare lo sfruttamento e i soprusi – Don’t worry, be happy (hakuna matata): sopra a tutto il mito di un fine più alto – Digressione narratologica: il mito come esperienza per sottrarsi alla slavina della storia – Sacrificare i figli agli idoli morti: i sacerdoti e i templi dei culti feticistici di legalità e memoria – Primo Levi e l’inaffidabilità della memoria: il fine della storia dovrebbe essere capire, non ricordare

 

Parte 4 (26:24)

Intervento di un operatore sociale sull’implicito obbligo per l’utente di ripagare il debito della propria marginalità – Luca Rastello sul diritto alla diserzione e all’ingratitudine – Potere e relazione di aiuto: il piano contraddittorio dell’azione solidale organizzata – Il dilemma della scelta giusta: l’ex Iugoslavia – L’impresa sociale è vera impresa, ad ogni costo: il suo credito morale di contropotere è vendibile, il suo marketing costoso.

 

Parte 5 (5:10)

Rispondendo a una domanda Rastello racconta di lavorare e di credere ancora nel sociale – L’unico prete buono è Don Gallo in quanto prete morto, eppure… – Chi si ferma su un’identità affonda e muore – Col potere con la P maiuscola si può anche perdere, ma se non se ne sposa l’ideologia, se non si interpreta ciò che si fa come un’ideologia del mondo, non se ne diventa complici – Leggete i libri di Luca Rastello!

ULTIMA SERATA DELLA STAGIONE di BARRIO!
Il posto resterà chiuso fino a settembre,ma non temete: durante tutta l’estate ci saranno feste, festini,festù!
Intanto mercoledì dalle 18 vi proponiamo un ricchissimo aperitivo al bancone (più avanti, poco a poco, vi sveleremo il menù…) preparato dalCollettivo Attivo degli studenti e delle studentesse degli istituti superiori Mamoli e Caniana di Bergamo! E una raffica violenta di musica d’ogni genere, con tutti/e i/le djs che nel corso dei mesi precedenti hanno diviso il palco, la consolle o il Piccolo.
Scaletta in aggiornamento!

DJSET by:

- DJ REMBAMBEAT – northern soul, ska
- GIPSY BRAT – gipsy, balcan
- PLASTE – hip hop
- DJ PENE’ – trash music, bad taste

BiancoSporco… storie di buskers al Circolo Arci Barrio di Campagnola.
Un viaggio attraverso antiche leggende e nuove ballate.
Direttamente dalla cittadina irlandese di Galway per una serata imperdibile, il duo bergamasco BiancoSporco – Luca Verga alla voce e alla fisarmonica e Luca Brembilla alla chitarra classica – sarà accompagnato da una sezione ritmica d’eccezione composta dalla ballerina di tap dance irlandese Stephanie Keane e dal percussionista spagnolo Moises Mas Garcia.
Riarrangiamenti acustici di celebri temi tratti dal folklore musicale dei membri della band alternati da brani di propria composizione si fonderanno in uno spettacolo tutto da cantare e da ballare.

Nella settimana di apertura di Expo2015, Orti Storti e il circolo Barrio presentano “Genuino Clandestino, viaggio tra le agri-culture resistenti ai tempi delle grandi opere” (testi di Michela Potito e Roberta Borghesi, fotografie di Sara Casna e Michele Lapini, postfazione di Wu Ming2, ed. Terra Nuova Edizioni), un libro che racconta le agricolture resistenti
in giro per l’Italia.
Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera 2014, due fotografi (Sara Casna e Michele Lapini) e due attiviste di Campiaperti (Roberta Borghesi e Michela Potito) partono con un furgoncino Volkswagen alla volta di alcuni contadini che in tutta Italia fanno parte di Genuino
Clandestino.
Genuino Clandestino è un movimento di comunità in lotta per l’autodeterminazione alimentare, che nasce nel 2010 come una campagna di comunicazione per denunciare un insieme di norme ingiuste che, equiparando i cibi contadini trasformati a quelli delle grandi industrie
alimentari, li ha resi fuorilegge. Per questo rivendica fin dalle sue origini la libera trasformazione dei cibi contadini, restituendo un diritto espropriato dal sistema neoliberista.
Oggi questa campagna si è trasformata in una rete dalle maglie mobili di singoli e di comunità in divenire che, oltre alle sue iniziali rivendicazioni, propone alternative concrete al sistema capitalista vigente attraverso diverse azioni, come la costruzione di attività territoriali che praticano una democrazia assembleare, la difesa di
agricolture contadine e la pratica della trasparenza nella produzione e diffusione del cibo,mediante l’autocontrollo partecipato.

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Barrio parteciperà alla festa dei quartieri Malpensata e Campagnola, momento di incontro e di scambio con altre realtà del territorio (come i Gruppi di Acquisto Solidale, gli Orti Storti, la Cooperativa Dante Paci e Ferruccio Dell’Orto ecc), tramite un banchetto di Scambio Libri, con volumi adatti a tutte le età e dei più svariati generi.

MUNITEVI DI LIBRI GIA’ LETTI E VENITE AL NOSTRO BANCHETTO E A BARRIO A SCAMBIARLI PER RIMETTERE IN CIRCOLO LE PAROLE, LA CULTURA E LE IDEE.

DON’T STOP BOOKCROSSING!

 

All’interno della grande abbuffata di Expo, vengono chiamate a svolgere il loro ruolo di rappresentanza della ‘società civile’ diverse organizzazioni e associazioni del terzo settore, riunite sotto la Fondazione Triulza, a cui è stata affidata la gestione di un padiglione.

Relegati ai margini del grande macchinario Expo, che si è palesato in questi anni unicamente come strumento di predazione di beni comuni e occasione di speculazione per pochi, ecco comparire anche i ‘non ascoltati’, gli ‘invisibili’, una società civile a cui nessuno, però, ha chiesto alcun parere nel momento in cui il dispositivo Expo iniziava a fagocitare risorse collettive, ambientali e umane.

Anche Arci parteciperà, all’interno della Fondazione Triulza, alla costruzione di questa facciata sociale di Expo, in un palese e maldestro tentativo di “socialwashing” che miri a far dimenticare gli scandali e la corruzione su cui questo grande evento si basa. La partecipazione diretta di una ‘società civile’ è infatti utile per intercettare una determinata fascia della popolazione, su cui difficilmente un tale evento potrebbe esercitare qualche fascino: a dimostrazione di ciò, Arci e le altre sigle della Fondazione potranno vendere biglietti per Expo a prezzo ridotto.

C’è chi potrebbe dire che la mossa di Arci sia coraggiosa, in quanto tentativo di portare con sè all’interno di Expo una serie di istanze e sensibilità differenti rispetto al mainstream globale dell’evento. La verità è che in questo momento i ‘coraggiosi’ non servono e la partita è ormai fallita, perché costruita su fondamenta marce.

C’è piuttosto bisogno, ora più che mai, di coerenza e prese di posizioni forti e chiare. Stare dentro Expo significa inequivocabilmente giustificarlo, legittimando così un apparato che palesemente va contro le istanze proprie di Arci; tutto ciò rappresenta una contraddizione insuperabile.

Come si fa a parlare di consumo consapevole all’interno di una kermesse che vede tra i principali sponsor ufficiali Coca Cola e McDonalds? Come si fa a parlare di protagonismo giovanile, quando i/le giovani in Expo rappresentano unicamente soggetti da sfruttare? Come si fa a ‘dar voce a chi non ha voce’, come si legge nel comunicato di Arci, se ad ogni manifestazione di dissenso l’unica risposta che viene data sono i manganelli e la censura?

Come circoli Arci, ci dissociamo dalla decisione di aderire ad Expo e invitiamo anche gli altri circoli a firmare questo appello.

 

Circolo Arci Barrio Campagnola (Bergamo)

Circolo Arci Metavisioni

Sabato in acustico Dylan Imberti, Luca Laboccetta, Riccardo Cisana, Manuel Bertocchi e Gianluca Alfonsetti sono i Violaspinto, la prolifica band bergamasca, attiva da diversi anni, con diverse pubblicazioni e concerti dal vivo, tra i quali Heineken Jammin festival (Imola) e Musica W Festival (Castellina Marittima); hanno condiviso il palco con i Diaframma, Plan de Fuga e, nel 2014, con gli ex-CSI (Ciò che non deve accadere accade).
Quest’anno propongono uno show “unplugged”, in cui presentano il loro repertorio in maniera più intimista, con arrangiamenti adatti ai piccoli club che mettono in risalto i testi sognanti e a volte “astrali” delle loro canzoni.

https://www.youtube.com/watch?v=o0m9av_OJvY

Dall’ascolto delle grandi della musica black alla presa di coscienza della propria voce. Dai live con cover band funk e reggae alla scrittura di emozioni e melodie inedite. E’ così che, assieme a Fabio Dalè e Carlo Frigerio (Yellow Ears Prod.), Giulia ha cominciato a lavorare con umiltà e pazienza ad un progetto solista, un lavoro che rispecchi nel profondo ciò che ha dentro.

Per questa occasione, la voce di Giulia sarà accompagnata dal piano di Danilo Mazzone.

Il repertorio spazia dai brani inediti, come il singolo “Insomnia” contenuto nell’ep omonimo di 6 brani, a cover completamente riarrangiate di Little Dragon, Nneka, Meg, Bob Marley ed altri, a testimonianza della storia edelle radici musicali che l’hanno fatta diventare ciò che è ora: un’appassionata di musica con un dono vocale unico ormai pronta a rivelarsi come l’artista completa che è.

APERITIVO PUGLIESE:
- orecchiette alle cime di rapa e al pomodoro
- polpette di carne e di uova
- focacce
-sott’olii tipici

…tutto rigorosamente in Puglia’s style!
Durante la serata a farvi ballare ci penserà dj Pené, cimentandosi nell’occasione in una selekta ska, rock’n'roll, rockabilly e musica popolare!