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Sportello casa 18/20

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Le nuove tecnologie digitali sono entrate in pieno nelle nostre vite e nei nostri luoghi di lavoro.
In che modo hanno trasformato il nostro modo di lavorare?
Siamo davvero consapevoli del loro impatto sul lavoro?
Siamo veramente liberi?
Quali forme di resistenza possiamo immaginare?
Anche quest’anno abbiamo il piacere di presentare a Barrio l’ultimo lavoro di Renato Curcio, pubblicato nel 2016 per Sensibili alle foglie, seconda tappa di un percorso di analisi sulle trasformazioni che le nuove tecnologie inducono all’interno della società a partire dal mondo del lavoro, che segue di un anno la pubblicazione de L’impero virtuale.
Costruito a partire da due “cantieri socioanalitici” tenuti a Roma e Milano, L’egemonia digitale ruota in modo decisivo attorno alla narrazione in prima persona delle esperienze dei lavoratori coinvolti negli incontri, che ci svelano attraverso episodi realmente accaduti i cambiamenti epocali che stanno avvenendo per mezzo delle nuove tecnologie: il configurarsi dei dispositivi mediali come nuovi mezzi a servizio di un sempre più massiccio sfruttamento.  Continua a leggere »»

La violenza di genere è un problema culturale, politico, sociale ed economico, ha fattori psicologici e simbolici, ma non solo. Pesano anche le condizioni materiali di vita che crescono d’importanza man mano che la crisi si drammatizza e imbarbarisce le relazioni sociali.
Ma non si può comprendere la violenza contro le donne se non si comprende la logica complessiva dei rapporti di potere che agiscono nella società.
Noi vogliamo fare l’esperienza di essere libere, di non restare chiuse nelle case mentre gli stupratori, potenziali o effettivi, sono liberi.
C’è un solo modo per smettere di avere paura e quel modo è lottare.
Noi non abbiamo paura, e nel mondo stiamo dichiarando guerra alla vostra guerra, ma per farlo non uccideremo popolazioni innocenti, non devasteremo città, ospedali, non alimenteremo altra violenza. La nostra dichiarazione di guerra si chiama rivoluzione sessuale, culturale, economica e sociale. Continua a leggere »»

Il buio totale della sala, la maestosità delle immagini che illuminando lo schermo arrivano a danzare con la nostra anima, anche questo è Nostalgia della luce. La settimana di Patricio Guzmán, apertasi con il suo ultimo capolavoro Le memorie dell’acqua (perché solo di capolavoro si può parlare), si chiude con quest’altra perla rarissima e preziosissima, che dopo 6 anni trova finalmente una distribuzione anche tra i nostri confini. Il regista cileno compie un vero miracolo nel riuscire a creare qualcosa di magico che vada oltre l’idea di cinema e oltre il semplice documentario, arrivando ad esplorare in maniera straordinariamente profonda il rapporto instabile del suo paese con il passato. Si dirige verso la sabbia del deserto di Atacama per confrontarsi con quel regime assassino di Pinochet che troppi hanno ignorato, ma riesce a farlo con una poesia e una sensibilità impossibili per chiunque altro; infatti nella capsula del tempo del deserto cileno, incontra astronomi che cercano risposte sull’universo, archeologi a caccia di prove sulla società del passato e donne anziane alla ricerca di resti dei propri cari scomparsi sotto l’orribile regime. Continua a leggere »»

Da questa sezione in poi potrete vedere gli eventi tenutesi a Barrio. Se servono informazioni o volete documentari, libri già presentati contattateci senza problemi!!!

Basta prendere in mano un giornale, accendere la televisione o la radio, per riconoscere i segnali, percepire le onde lunghe di un’esplosione avvenuta centinaia di anni fa, quando il pallone fece la prima barba al palo. Quando e come è diventato il gioco più brutto del mondo? 

Le risposte non sono in questo libro. Queste pagine non contengono che impressioni, spesso inesatte, intuizioni, perlopiù fuorvianti, ricordi confusi. Profezie da leggere all’incontrario su un tempo che non è mai stato e non sarà mai. Un tempo in cui il calcio non era il gioco più bello del mondo né il più brutto. Anzi, non era affatto un gioco. Il calcio era tutto. Prima degli sponsor, prima delle telecronache del tifoso, prima che la monetina impattasse il terreno. Non c’è nostalgia per il passato, perché non è passato. Il calcio non passa mai: è sempre solista, ed è sempre moderno. Le barricate le fanno gli altri, per conto di Bizzotto, che crea falsi miti di progresso. L’apocalisse, però, c’è stata. E siamo rimasti noi, privi di sensi sul pavimento del bagno, con una penna in mano. Il rumore dei suoi tacchetti sulle piastrelle ci ha destati da un sonno durato mille anni. I suoi riccioli biondi ci hanno sfiorato il viso. Abbiamo visto il 10, e ci siamo rialzati. Era davanti a noi: gli occhi fissi,il dito puntato verso un lettore, seduto sulla tazza, nella fremente attesa fra un gemito e uno sciacquone.

Valderrama rivista di pallone, è un rotocalco sul calcio. Le sue storie sono pubblicate su valderrama.it. Non sono firmate e il più delle volte non sono vere.
Ne parliamo con uno dei redattori della rivista Damiano Cason

Per ricordare la scomparsa di Freak Antoni avvenuta il 12 febbraio 2014Tumulto e Barrio Campagnola presentato :
FREAKBEAT doc.

Alla ricerca del mitico nastro perduto della leggendaria registrazione di una session tra l’Equipe84 e Jimi Hendrix, Freak Antoni parte insieme alla figlia Margherita, su un vecchio furgone Volkswagen. Mentre attraversano l’Emilia, il musicista cerca di trasmettere alla ragazza i valori su cui si è fondata un’intera generazione e che ora sembrano esser stati soppiantati da cinismo e sterilità. Durante il viaggio, la coppia incontrerà i protagonisti della stagione del Beat italiano, giungendo finalmente al cospetto dell’unico uomo che forse conosce la verità: Maurizio Vandelli.

Un viaggio alla scoperta di culture e sottoculture musicali, tra psichedelia e ritmi di ogni genere, vi accompagneremo verso un delirio cardiaco.
A guidarci verso una migliore esperienza sensoriale ci saranno le proiezioni Live di RAMI factory , alchimista del video e della luce.

☛ Music Selection by TAPE // ABRAHAM J FOA // SHEED

☛ Visual by RAMI factory

☲ BPM // From 60 To 180 ☲

ChillOut, Abstract, Trip Hop, Instrumental Hip Hop, Chill Hop, Future Jazz, Footwork, Jungle, Dubtech, VaporWave, BreakBeat, UK Bass, House, Downtempo, Lo-fi, IDM, Ambient, Techno, Dubstep and more…

In vista della manifestazione nazionale a Milano “Libertà per Öcalan e per tutte le prigioniere e i prigionieri politici” (che si terrà l’11 febbraio), proponiamo un incontro di aggiornamento sui recenti sviluppi della situazione in Turchia (il fallito golpe di luglio, il controgolpe di Erdoğan e l’involuzione autoritaria del paese), con un’attenzione particolare adHalkların Demokratik Partisi – HDP , il partito della sinistra radicale che porta avanti il progetto di confederalismo democratico in Kurdistan e in tutte le altre zone del paese.

Saranno con noi:

Levent Cakir: militante della sinistra turca, rifugiato politico in Svizzera, corrispondente del giornale rivoluzionario turco “Atilim”

Alessandro Nobili, attivista solidale con la causa curda

Info sulla manifestazione https://www.facebook.com/events/202055620262710/

Appello di UIKI Onlus e Rete Kurdistan Italia

Michael “Dixie” Dickson è stato un militare di Sua Maestà nelle Falkland appena riconquistate dagli inglesi. Lasciato l’esercito a ventiquattro anni e dopo una breve parentesi a Londra si trasferisce a Glasgow dove, frequentando la tifoseria del Celtic inizia ad avvicinarsi alla lotta per l’irlanda unita. Coinvolto nelle marchin’ band repubblicane (suonava la gran cassa) tocca con mano le lacerazioni e gli odi settari che attraversavano l’Irlanda del Nord.
Un crescendo di rabbia e consapevolezza lo spinge ad arruolarsi nell’IRA negli ultimi anni del conflitto, quando ormai il processo di pace era alle porte.
Nel 1996 partecipa ad un attentato in Germania ed è costretto alla latitanza. Ottiene poi la cittadinanza irlandese che sfrutta per seguire le partite del suo amato Celtic.
Arrestato a Praga nel 2002 sconta tre anni e tre mesi di carcere tra Repubblica Ceca e Germania, non facendosi mancare una breve evasione.
Liberato a Marzo 2006 è l’ultimo prigioniero repubblicano a uscire dal carcere per fatti direttamente connessi ai troubles.
Una biografia densa vissuta sul crinale tra sport e politica. La parabola di un uomo d’azione, irregolare e passionale che parte dall’uniforme militare e arriva alla mimetica e passamontagna attraverso la frequentazione degli spalti del Celtic Park. Continua a leggere »»


Il 13 novembre del 2015 Alessio Abram è stato arrestato e condotto in questura, dove gli è stata notificata una condanna a 5 anni e 2 mesi per mancato rispetto del Daspo. Alessio era sottoposto al provvedimento di restrizione da circa dieci anni, e solo poche volte non è andato a firmare in questura. Eppure, il mancato ricorso del legale ha portato a questa incarcerazione assurda e kafkiana. A dicembre la condanna è stata ridotta a 3 anni e 4 mesi. Ancora troppi e inaccettabili per una violazione che andrebbe sanzionata a livello amministrativo, non certo con la detenzione.
Dopo il suo arresto si è dispiegata una mobilitazione che è andata ben oltre i confini locali. Per questo, lo Spazio Comune Heval di Ancona ha ideato questo libro che raccoglie i contributi di chi ha conosciuto e apprezzato l’impegno sociale di Alessio, volto soprattutto a facilitare l’inserimento dei migranti nel tessuto cittadino attraverso lo sport. Scrittori, giornalisti, artisti e intellettuali hanno raccolto l’invito, ben comprendendo l’importanza di una battaglia di libertà.

Ne parleremo con i ragazzi di Ancona dello Spazio Comune Heval ed il giornalista e scrittore Daniele Nalbone

Presentazione libro ore 17.00
A seguire aperitivo e djset !

Il ricavato della serata sara’ devoluto a sostegno delle spese processuali di Alessio