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Sportello casa 18/20

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Steven Forti presenta Ada Colau – La città in comune, da occupante di case a sindaca di Barcellona
Quella di Ada Colau, classe 1974, occupante di case divenuta sindaca di Barcellona, è la storia di un’alternativa possibile nel governo delle grandi città europee travolte dalla crisi.
Attivista del movimento No Global nei primi anni Duemila, diviene leader riconosciuta nella sua città fondando la Pah (Piattaforma delle vittime dei mutui), movimento sociale apartitico che dal 2011 s’intreccia con gli Indignados e si oppone agli sfratti con picchetti e trattative con le banche.
Il libro racconta come da quell’esperienza di movimento sia stato possibile arrivare al governo della città in un percorso distinto dai partiti, compreso l’alleato Podemos, seppur di “confluenza” con essi. Da qui nasce Barcelona en Comú, realtà che ha saputo capitalizzare al meglio la crisi del sistema politico spagnolo portando al governo le virtù e i limiti dei movimenti sociali. Gli autori raccontano i suoi primi mesi da sindaca, le esperienze virtuose, la rete con le altre “città ribelli” spagnole, i legami con chi ragiona di un Plan B in Europa, ma anche gli errori e la dialettica con gli stessi movimenti da cui proviene.
Se è sbagliato parlare di modello, la città catalana è però uno straordinario esempio che va oltre lo stesso “neomunicipalismo” impostosi nei primi anni Duemila sulla scia di Porto Alegre: in gioco non ci sono semplicemente le procedure formali di consultazione dei cittadini ma il cosa, come e chi decide. Un tentativo di radicale reinvenzione della democrazia pur non senza contraddizioni e rischi di normalizzazione.

Rataplam, dal 1994 un folk filologico
L’attività del gruppo è rivolta alla conservazione e riproposta della tradizione musicale/canora soprattutto della provincia di Bergamo, proponendo Canti e Brani Strumentali attraverso una lettura personale cercando di rispettarne i caratteri e le sonorità originarie usando anche strumenti della tradizione locale come il -Baghèt- (cornamusa bergamasca, fonti iconografiche fanno risalire lo strumento intorno al 1347) e le Campanine (Risuonatori di Vetro, strumento utilizzato dai campanari per allenarsi al di fuori del campanile).
I canti toccano diversi temi come;-Canti d’osteria allegorici e satirici, ninna nanne e filastrocche, tradizioneli regionali di Natale, canti sul lavoro, sulla filanda e risaia, d’emigrazione, di guerra, canti sociali e sulla Resistenza-.
Le musiche, di recente valorizzazione grazie ai ricercatori degli anni ’80 sono le cosiddette Sonate d’allegrezza che provengono dal periodo che va dalla fine del 1700 fino a composizione dei giorni nostri e sono ballabili a; “Valzer, Polka, Mazurka, Scotisch, Manfrina, Rondò, Circolo Circasso e Chapphelloise”.
Sono melodie che tuttora vengono eseguite sulle campane dai Campanari nei giorni di festa su di una tastiera collocata nella cella campanaria, questa viene percossa con i pugni e mediante trasmissione meccanica, il battente percuote la campana producendo il suono; è un’antica tradizione ancora radicata in tutta la provincia di Bergamo in special modo in Val Gandino.

Da questa sezione in poi potrete vedere gli eventi tenutesi a Barrio. Se servono informazioni o volete documentari, libri già presentati contattateci senza problemi!!!

One More

Il repertorio spazia dal profondo blues del Mississippi, fino a sonorità più moderne, sfumate di melodie soul/folk.

Alberto Abo Di Monte presenta Sport e proletariato. una storia di stampa sportiva, di atleti e di lotta di classe.
«Le pagine erano quattro e di colore verde. Il giornale, a cadenza settimanale, era stampato nel classico formato “lenzuolo”. Ogni sabato mattina lo potevi riconoscere in edicola tra gli altri pacchi di riviste.»
Nel 1923 fa la sua comparsa la rivista «Sport e Proletariato». I suoi obiettivi sono ambiziosi: contrastare lo strapotere della «Gazzetta della Sport» e promuovere lo spirito popolare e socialista. La vicenda del settimanale dalle pagine verdi, cresciuto all’ombra della «Rosea» e per questo osteggiato per motivi economici oltre che politici, è una storia di sport, di atleti, di repressione, di politica e di ideali sociali. La vicenda di quel giornale di «cronaca e critica» è un pezzo importante della storia dello sport, un’esperienza che ha lasciato un segno e che dura tutt’oggi.
Una curiosa appendice traccia un percorso originale tra lo sport popolare nel nostro Paese.

Incontriamo Marta Fana, dottoranda di ricerca all’Istituto di studi politici di Parigi, per parlare delle conseguenze del Jobs Act e della possibilità di abrogarlo. 
Tra il 15 aprile e il 15 giugno del 2017 si potrebbe andare a votare per un altro referendum, quello chiesto dalla Cgil per abrogare una serie di disposizioni in materia di occupazione e licenziamenti, molte delle quali contenute nel cosiddetto JobsAct. Il condizionale, però, è d’obbligo, perché si andrà alle urne soltanto se la Corte costituzionale, l’11 gennaio, dichiarerà «ammissibili» le tre richieste referendarie, supportate da oltre 3 milioni di cittadini italiani e giudicate legittime dalla Cassazione il 9 dicembre scorso. Continua a leggere »»

In un mondo sempre più interconnesso è fondamentale conoscere gli strumenti che ci circondano con cui comunichiamo quotidianamente, con cui ci organizziamo, lavoriamo e lottiamo.
Non è solo una questione di privacy: ogni giorno i nostri dati più personali sono oggetto di sfruttamento per fini commerciali o repressivi.
Troppo spesso abbiamo calato le nostre vite all’interno della rete con troppa disinvoltura e poca consapevolezza, senza conoscere a fondo rischi che si corrono e i danni che si possono provocare.
Capire, conoscere, smanettare e migliorare, sono i primi passi per liberare e garantire spazi di autonomia e di autogestione anche attraverso le nuove tecnologie.
Ne discutiamo con il Lab61, i cui attivisti ci illustreranno la storia di come siano venuti alla luce i segreti e i loschi affari di HackingTeam, società informatica italiana che produce software di intrusione, di raccolta dati e sorveglianza, per conto di governi e organizzazioni; ma soprattutto parleremo di come proteggerci da questi soggetti con l’autoformazione sui più efficaci e recenti meccanismi di autodifesa digitale.

Canadese e al secolo Craig Bjerring, è quello che si potrebbe definire un Anti Eroe del Folk per eccellenza. La sua performance sottolinea il suo approccio più sincero al concetto di “zero-bullshit”, concetto che traspare dai suo tesori musicali. Le sue parole sono personali, dirette e inquietanti tanto da essere rivelatrici della sua interiorità più profonda creando complessi intrecci emotivi in quelle che potrebbero apparentemente essere “semplici” composizioni. Morbidezza e forza, arpeggi e poi schitarrate, un canto dolce e al contempo inquietante, irrequieto e che culmina spesso in un’esplosione di disarmanti, “urlate”, emozioni . Continua a leggere »»

Wu Ming 1 presenterà a Barrio il suo nuovo libro “Un viaggio che non promettiamo breve: 25 anni di lotta No Tav”. 

Sul blog dei Wu Ming, http://www.wumingfoundation.com/giap/2016/10/wu-ming-libro-no-tav-cover-zerocalcare/#more-25797, è possibile leggere la presentazione del libro e le prime pagine con l’indice.

A seguire, reading/concerto “Cinque volte Turi Vaccaro (Gesti profetici No Tav)” con Wu Ming 1 – voce e Luca Casarotti – tasti bianchi e neri.