Orari:

Lunedi

Sportello casa 18/20

Mercoledi

Apertura 18/23

Giovedi

Apertura 18/23

Aperitivo + djset

Venerdi

Apertura 18/23

Sabato

Apertura 18/23

Domenica

Apertura 18/23

In vista della manifestazione nazionale a Milano “Libertà per Öcalan e per tutte le prigioniere e i prigionieri politici” (che si terrà l’11 febbraio), proponiamo un incontro di aggiornamento sui recenti sviluppi della situazione in Turchia (il fallito golpe di luglio, il controgolpe di Erdoğan e l’involuzione autoritaria del paese), con un’attenzione particolare adHalkların Demokratik Partisi – HDP , il partito della sinistra radicale che porta avanti il progetto di confederalismo democratico in Kurdistan e in tutte le altre zone del paese.

Saranno con noi:

Levent Cakir: militante della sinistra turca, rifugiato politico in Svizzera, corrispondente del giornale rivoluzionario turco “Atilim”

Alessandro Nobili, attivista solidale con la causa curda

Info sulla manifestazione https://www.facebook.com/events/202055620262710/

Appello di UIKI Onlus e Rete Kurdistan Italia

Un viaggio alla scoperta di culture e sottoculture musicali, tra psichedelia e ritmi di ogni genere, vi accompagneremo verso un delirio cardiaco.
A guidarci verso una migliore esperienza sensoriale ci saranno le proiezioni Live di RAMI factory , alchimista del video e della luce.

☛ Music Selection by TAPE // ABRAHAM J FOA // SHEED

☛ Visual by RAMI factory

☲ BPM // From 60 To 180 ☲

ChillOut, Abstract, Trip Hop, Instrumental Hip Hop, Chill Hop, Future Jazz, Footwork, Jungle, Dubtech, VaporWave, BreakBeat, UK Bass, House, Downtempo, Lo-fi, IDM, Ambient, Techno, Dubstep and more…

Per ricordare la scomparsa di Freak Antoni avvenuta il 12 febbraio 2014Tumulto e Barrio Campagnola presentato :
FREAKBEAT doc.

Alla ricerca del mitico nastro perduto della leggendaria registrazione di una session tra l’Equipe84 e Jimi Hendrix, Freak Antoni parte insieme alla figlia Margherita, su un vecchio furgone Volkswagen. Mentre attraversano l’Emilia, il musicista cerca di trasmettere alla ragazza i valori su cui si è fondata un’intera generazione e che ora sembrano esser stati soppiantati da cinismo e sterilità. Durante il viaggio, la coppia incontrerà i protagonisti della stagione del Beat italiano, giungendo finalmente al cospetto dell’unico uomo che forse conosce la verità: Maurizio Vandelli.

Da questa sezione in poi potrete vedere gli eventi tenutesi a Barrio. Se servono informazioni o volete documentari, libri già presentati contattateci senza problemi!!!

Michael “Dixie” Dickson è stato un militare di Sua Maestà nelle Falkland appena riconquistate dagli inglesi. Lasciato l’esercito a ventiquattro anni e dopo una breve parentesi a Londra si trasferisce a Glasgow dove, frequentando la tifoseria del Celtic inizia ad avvicinarsi alla lotta per l’irlanda unita. Coinvolto nelle marchin’ band repubblicane (suonava la gran cassa) tocca con mano le lacerazioni e gli odi settari che attraversavano l’Irlanda del Nord.
Un crescendo di rabbia e consapevolezza lo spinge ad arruolarsi nell’IRA negli ultimi anni del conflitto, quando ormai il processo di pace era alle porte.
Nel 1996 partecipa ad un attentato in Germania ed è costretto alla latitanza. Ottiene poi la cittadinanza irlandese che sfrutta per seguire le partite del suo amato Celtic.
Arrestato a Praga nel 2002 sconta tre anni e tre mesi di carcere tra Repubblica Ceca e Germania, non facendosi mancare una breve evasione.
Liberato a Marzo 2006 è l’ultimo prigioniero repubblicano a uscire dal carcere per fatti direttamente connessi ai troubles.
Una biografia densa vissuta sul crinale tra sport e politica. La parabola di un uomo d’azione, irregolare e passionale che parte dall’uniforme militare e arriva alla mimetica e passamontagna attraverso la frequentazione degli spalti del Celtic Park. Continua a leggere »»


Il 13 novembre del 2015 Alessio Abram è stato arrestato e condotto in questura, dove gli è stata notificata una condanna a 5 anni e 2 mesi per mancato rispetto del Daspo. Alessio era sottoposto al provvedimento di restrizione da circa dieci anni, e solo poche volte non è andato a firmare in questura. Eppure, il mancato ricorso del legale ha portato a questa incarcerazione assurda e kafkiana. A dicembre la condanna è stata ridotta a 3 anni e 4 mesi. Ancora troppi e inaccettabili per una violazione che andrebbe sanzionata a livello amministrativo, non certo con la detenzione.
Dopo il suo arresto si è dispiegata una mobilitazione che è andata ben oltre i confini locali. Per questo, lo Spazio Comune Heval di Ancona ha ideato questo libro che raccoglie i contributi di chi ha conosciuto e apprezzato l’impegno sociale di Alessio, volto soprattutto a facilitare l’inserimento dei migranti nel tessuto cittadino attraverso lo sport. Scrittori, giornalisti, artisti e intellettuali hanno raccolto l’invito, ben comprendendo l’importanza di una battaglia di libertà.

Ne parleremo con i ragazzi di Ancona dello Spazio Comune Heval ed il giornalista e scrittore Daniele Nalbone

Presentazione libro ore 17.00
A seguire aperitivo e djset !

Il ricavato della serata sara’ devoluto a sostegno delle spese processuali di Alessio

Lo psichiatra riluttante, Piero Cipriano, torna a raccontare di depressi, schizoidi, suicidi, hikikomori, nichilisti, rom, migranti, cristi in croce e anormali d’ogni sorta, nel suo terzo libro La società dei devianti (Elèuthera editrice). Lo fa senza perdere il tratto acuto di una scrittura leggera e di un pensiero critico che ha caratterizzato il suo esordio e completa, così, una trilogia che fornisce, anche ai non esperti, un quadro di insieme dei servizi di salute mentale e delle pratiche psichiatriche.

Nel suo primo libro, La fabbrica della cura mentale (Elèuthera 2015), Cipriano descriveva il nuovo manicomio moderno, partendo dalla sua decennale esperienza nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura. Nel secondo, Il manicomio chimico (Elèuthera 2015), raccontava come l’abuso o l’uso improprio della farmacologia, degli anti-psicotici, costringa il sofferente psichico in una manicomio composto da muri invisibili.

In questo ultimo libro, si ripresentano entrambi i temi che hanno attraversato i suoi lavori precedenti, inseriti in una riflessione più di respiro su “cos’è nuovo manicomio illimitato, che è definitorio, diagnostico, categoriale, che rispecchia questo bisogno diffuso, ubiquitario e condiviso di trovare sempre un’etichetta a ognuno”.
Continua a leggere »»

Steven Forti presenta Ada Colau – La città in comune, da occupante di case a sindaca di Barcellona
Quella di Ada Colau, classe 1974, occupante di case divenuta sindaca di Barcellona, è la storia di un’alternativa possibile nel governo delle grandi città europee travolte dalla crisi.
Attivista del movimento No Global nei primi anni Duemila, diviene leader riconosciuta nella sua città fondando la Pah (Piattaforma delle vittime dei mutui), movimento sociale apartitico che dal 2011 s’intreccia con gli Indignados e si oppone agli sfratti con picchetti e trattative con le banche.
Il libro racconta come da quell’esperienza di movimento sia stato possibile arrivare al governo della città in un percorso distinto dai partiti, compreso l’alleato Podemos, seppur di “confluenza” con essi. Da qui nasce Barcelona en Comú, realtà che ha saputo capitalizzare al meglio la crisi del sistema politico spagnolo portando al governo le virtù e i limiti dei movimenti sociali. Gli autori raccontano i suoi primi mesi da sindaca, le esperienze virtuose, la rete con le altre “città ribelli” spagnole, i legami con chi ragiona di un Plan B in Europa, ma anche gli errori e la dialettica con gli stessi movimenti da cui proviene.
Se è sbagliato parlare di modello, la città catalana è però uno straordinario esempio che va oltre lo stesso “neomunicipalismo” impostosi nei primi anni Duemila sulla scia di Porto Alegre: in gioco non ci sono semplicemente le procedure formali di consultazione dei cittadini ma il cosa, come e chi decide. Un tentativo di radicale reinvenzione della democrazia pur non senza contraddizioni e rischi di normalizzazione.

One More

Il repertorio spazia dal profondo blues del Mississippi, fino a sonorità più moderne, sfumate di melodie soul/folk.

Alberto Abo Di Monte presenta Sport e proletariato. una storia di stampa sportiva, di atleti e di lotta di classe.
«Le pagine erano quattro e di colore verde. Il giornale, a cadenza settimanale, era stampato nel classico formato “lenzuolo”. Ogni sabato mattina lo potevi riconoscere in edicola tra gli altri pacchi di riviste.»
Nel 1923 fa la sua comparsa la rivista «Sport e Proletariato». I suoi obiettivi sono ambiziosi: contrastare lo strapotere della «Gazzetta della Sport» e promuovere lo spirito popolare e socialista. La vicenda del settimanale dalle pagine verdi, cresciuto all’ombra della «Rosea» e per questo osteggiato per motivi economici oltre che politici, è una storia di sport, di atleti, di repressione, di politica e di ideali sociali. La vicenda di quel giornale di «cronaca e critica» è un pezzo importante della storia dello sport, un’esperienza che ha lasciato un segno e che dura tutt’oggi.
Una curiosa appendice traccia un percorso originale tra lo sport popolare nel nostro Paese.