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Sportello casa 18/20

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Apertura 18/23

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Aperitivo + djset

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Dai Quaderni di San Precario di Cristina Morini

Una serata per parlare di precariato e lavoro, con un dizionario di lemmi che descrivono e analizzano i processi di precarizzazione, fino al Jobs Act.

Venti anni di processi di precarizzazione del lavoro hanno raggiunto oggi l’apice con l’approvazione del Jobs Act del governo Renzi. In concomitanza con l’inizio di questo processo, Gilles Deleuze aveva detto che di fronte alle società di controllo, di cui questa Europa rappresenta il compimento, “non si tratta di piangere, né di sperare, bisogna solo trovare nuove armi”. È quello che San Precario ha tentato di fare, dalle folgoranti rappresentazioni della soggettività precaria della Mayday, la parade del precariato europeo, alle piccole e grandi lotte sul territorio.
Le nostre armi si costruiscono e si affilano con la parola dei precari e precarie, l’unica che può aiutarci a vivere – che non è sopravvivere – nella giungla del lavoro contemporaneo. È così che la rivista “I Quaderni di San Precario” ha inaugurato una Piccola enciclopedia precaria, di cui questo libro raccoglie i lemmi (da bioeconomia a trappola della precarietà) e invita a scriverne di nuovi. Insieme a una serie di analisi scelte, i testi qui presentati sono un condensato del punto di vista precario, che si propone di setacciare e utilizzare tutti gli strumenti, giuridici, teorici e conflittuali che conferiscano un posizionamento critico nei confronti dell’economia politica dominante, del mercato del lavoro e dell’espropriazione di tutto ciò che è (in) comune, dal sapere all’ambiente, dagli affetti alla creatività, dalla rete all’intelligenza.

Cristina Morini è giornalista e saggista, fa parte della redazione dei “Quaderni di San Precario”. Si occupa di ricerca sociale, femminismo e trasformazioni del lavoro. Tra le varie pubblicazioni, La serva serve, 2001; Per amore o per forza. Femminilizzazione del lavoro e biopolitiche del corpo, 2010.

“Dai diamanti non nasce niente, dalla crisi nascono i fior”

Una passeggiata sonora tra padroni e fiamme, banche e amori, follie e speranze degli ultimi 130 anni guidata da un duo acustico e caustico; canzoni per seminare le menti.

Da questa sezione in poi potrete vedere gli eventi tenutesi a Barrio. Se servono informazioni o volete documentari, libri già presentati contattateci senza problemi!!!

Una serata per presentare l’inchiesta del giornalista del Manifesto Mauro Ravarino sul Terzo Valico, la più grande opera pubblica italiana, di cui però si parla ancora troppo poco.

Il libro indaga sul progetto della linea ferroviaria ad alta velocità tra Genova e Tortona/Novi Ligure, incastonato fra quattro valli (Scrivia, Lemme, Verde e Polcevera), metà in Piemonte e metà in Liguria, lungo l’antica via romana Postumia. Impatto ambientale (amianto e falde acquifere), spesa (6,2 miliardi di euro per 53 chilometri) e incerta utilità sono i temi più caldi.

Accanto alla parte storica e d’inchiesta, il libro raccoglie le storie di una popolazione che resiste: la maestra di Arquata, il delegato sindacale in pensione, l’espropriata della Val Scrivia, il giovane ingegnere, le elementari di Trasta, dove doveva sorgere il quartier generale dell’opera.

Una serata per discutere e ragionare insieme di grandi opere e resistenze.

Aperititivo di autofinanziamento Collettivo universitario TANGO DOWN, studenti e studentesse dell’Università di Bergamo

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Giulia Spallino: prima di stare sul palco, Giulia passava dei gran bei pomeriggi su divani mezzi sfondati, da un bar all’altro, dalla sala prove al salotto di un’amica e, in compagnia di tazze di caffè nero bollente, si ascoltava le signore della musica black che dicevano la loro dalle casse dello stereo.
Se ne stava zitta zitta mentre una Lauryn Hill appena ventenne cantava con gli altri due Fugees in “The Score”, la stessa voce che, qualche anno dopo, avrebbe raccontato la sua maleducazione in “The miseducation of”. Poi Giulia ha spostato un po’ i cuscini del sofà per far spazio a Erykah Badu, innamorandosi di quel mix di soul, hip hop e jazz che ha scoperto di saper cantare anche lei. Così ha lasciato sul tavolino il caffè fumante per salire sul palco prima con gli Asseneutro e il loro funk, poi con il ritmo in levare dei Purple Woods.
Risultato: il caffè si è ghiacciato, perché Giulia da allora non ha più mollato il microfono. È andata avanti, tra un live e un altro, strizzando l’occhio alle compagne del salotto dai divani sfondati, a cui ogni tanto partecipava Cat Power, l’unica bianca in mezzo alle signore guidate dall’Imperatrice del blues, Bessie Smith, la cui voce arrivava sporcata ma intensa da vecchi vinili anni Trenta. Continua a leggere »»

 A partire dalle 19 vi aspettiamo con un grosso grasso aperitivo per aspettare insieme le 21 per la proiezione del corto e discussione libera.           Con la partecipazione dell’autorice STEFANIA MINGHINI AZZARELLO (aka LILLY LABLONDE).

IMMAGINARE T 
Due persone, due immaginari, due mondi paralleli che si attraggono perchè inconsapevolmente uniti dall’assunzione di Testosterone.
Andreas transita da Donna a Uomo. Gea sperimenta una identita’ di genere fluida. Il loro incontro darà inizio ad un dialogo con se stesse e con le proprie scelte.

Contribuiranno alla serata, con video-interviste, giochi e riflessioni:
RompiamoilSilenzio Bergamo
Bergamo Contro L’Omofobia
Proud 2 Be
Anna Lorenzetti - Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford

Con la partecipazione di Giacomo Arrigoni Gilaberte che ci racconterà del suo 1°anno di transizione FtM.

Laboratori didattici sull’immagine dei migranti nei giornali localiIl libro racconta teoria e pratica del laboratorio didattico incentrato sull’immagine dei migranti attraverso lo studio degli articoli di giornali locali. Il percorso laboratoriale pensato da Marco prepara gli studenti all’analisi delle fonti. la sistematica disamina di testi e di immagini conduce gli alunni alla progressiva scoperta degli inganni e dei luoghi comuni insiti in alcune cronache giornalistiche e al contempo li porta ad una presa di coscienza, ad una nuova consapevolezza critica della loro intima visione degli altri.
Durante la serata, l’autore analizzerà alcune pagine di giornali locali bergamaschi, per rintracciarne le dinamiche di base.

Ricominciano i grassi aperitivi.
A breve il menù!

Gab da vita a questo progetto solista, lasciando per un momento in disparte l’hardcore punk degli Smashrooms e imbracciando una chitarra acustica.

Melodie minimali, dirette, in cui la teoria dei tre accordi tipica del punk si intreccia con venature vagamente folk.

Storie di vite reali, teorie, critiche e pratiche politiche, scorci di vita quotidiana e pensieri personali fluiscono accompagnati dal suono caldo della chitarra acustica, colonna sonora di un percorso, un viaggio, raccontato non senza auto-critica e auto-ironia.

Gab De La Vega vive e incoraggia uno stile di vita vegan e straight edge. “Le nostre azioni e le nostre scelte sono politica. Se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo essere la prima cosa da cambiare.”
XVX

Indagini, processi e informazione sulla strage di Brescia
con Silvia Boffelli e Saverio Ferrari
La mattina del 28 maggio del 1974, alle ore 10 e 02, una bomba collocata in un cestino dei rifiuti e azionata da un comando a distanza esplode a Brescia sotto i portici di piazza della Loggia mentre è in corso una manifestazione contro il terrorismo di destra organizzata dai sindacati e dal Comitato Antifascista. Il bilancio dell’attentato, rivendicato da un’organizzazione neofascista, è drammatico: otto morti, centodue feriti e una città destinata per sempre a fare i conti con una ferita aperta nella sua storia e nella sua memoria.
Ricostruendo la dinamica di quello che resta un evento centrale nella strategia della tensione, con la quale vennero represse le istanze di cambiamento provenienti dalla società italiana, Valerio Marchi affronta con coraggio il modo in cui la tragedia è andata incontro a strumentalizzazioni politiche di comodo ed ad altrettanto interessati fenomeni di oblio mentre, con il loro contributo, Silvia Boffelli e Saverio Ferrari portano la narrazione nel cuore della contemporaneità, affrontando il nodo dello stragismo fascista, perennemente al servizio di ambigui comitati d’affari. Un libro indispensabile per comprendere le dinamiche del terrore e gli strumenti con cui diventa possibile utilizzare la paura per consolidare interessi sporchi e scandalosi giochi di potere.